INTIME RISONANZE

INTIME RISONANZE

Armando Barilli, viola

Lucia Cirillo, mezzosoprano

Andrea Rebaudengo, pianoforte

J. Brahms (1833-1897)
Zwei Gesànge op. 91 per voce, viola e pianoforte

R. Schumann (1810-1856)
Marchenbilder op. 113 per viola e pianoforte

R. Strauss (1864-1949)
dai Lieder per voce e pianoforte

C.M. Loeffler (1861-1935)
dai Quatre Poèmes Op.5 per voce, viola e pianoforte

Viaggio nel cuore del periodo romantico

Il secondo concerto della Stagione 2025 si tiene presso il suggestivo Oratorio di San Filippo, splendido esempio della Torino barocca e luogo di riferimento per eventi culturali e musicali, dove si mantiene viva la filosofia di San Filippo Neri, che vedeva nell’arte e nella cultura elementi centrali dell’evoluzione spirituale e umana. Si inserisce perfettamente in questo contesto l’evento in programma, incentrato sulla musica romantica in veste cameristica, che ci condurrà tra le pieghe più profonde delle emozioni umane.

Protagonisti della serata alcuni straordinari interpreti: Armando Barilli, dal 1998 prima viola dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino; Lucia Cirillo, mezzosoprano di fama internazionale e vincitrice di prestigiosi concorsi come l’AsLiCo e il Concorso Internazionale Toti Dal Monte; e Andrea Rebaudengo, pianista di grande talento, noto per la sua versatilità e sensibilità interpretativa.

Il programma si apre con Zwei Gesänge, Op. 91, di Johannes Brahms, due splendidi lieder composti per voce, viola e pianoforte. Entrambi i brani furono dedicati a Joseph Joachim, grande violinista e caro amico di Brahms, e alla moglie Amalie, cantante.
Il primo, Gestillte Sehnsucht (Desiderio placato), sfrutta un poema di Friedrich Rückert, mentre il secondo, Geistliches Wiegenlied (Ninna nanna spirituale), si basa su un poema di Emanuel Geibel, ispirato da un’antica melodia spagnola natalizia. La scelta della viola, strumento dal timbro vicino alla voce umana, aggiunge un elemento di calore e introspezione, sottolineando la ricchezza emotiva delle poesie.

Le Märchenbilder, Op. 113, di Robert Schumann sono una raccolta di quattro pezzi per viola e pianoforte, composti nel 1851. Il titolo, traducibile come Immagini fiabesche, riflette l’amore di Schumann per il mondo delle fiabe e la loro capacità di evocare emozioni profonde e immaginative. La viola si dimostra strumento perfetto nel dipingere paesaggi emotivi ed evidenziare il carattere poetico e intimo di questi brani.

Segue una serie di lieder composti da Richard Strauss, universalmente noto come uno dei più grandi compositori tedeschi del tardo Romanticismo. Die Nacht (La notte) e Allerseelen (Giorno di tutti i Santi) devono il testo a Hermann von Gilm, mentre Stiller Gang (Cammino tranquillo) è basato su una poesia di Karl Henckell, che descrive un viaggio solitario e riflessivo. Conclude Morgen (Domani), uno dei lieder più noti e amati di Strauss. Il testo, di John Henry Mackay, parla di speranza e promessa: domani porterà nuova luce e felicità, e gli amanti saranno uniti in una pace eterna.

Concludono il concerto i Quatre Poèmes, Op. 5, di Charles Martin Loeffler, musicista franco-americano vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, ispirati a versi di Charles Baudelaire e Paul Verlaine. Qui la musica dipinge differenti e contrastanti immagini poetiche, dalla malinconia di una campana incrinata in La Cloche Fêlée alla vivacità sfrenata di una danza, forse allegoria di un amore complicato o irraggiungibile (Dansons la Gigue). Con Le Son du Cor (Il suono del corno) si richiamano immagini di solitudine e natura, per concludere con Sérénade (Serenata), dove vengono esplorate l’intimità dell’amore e il mistero della notte. Il linguaggio di Loeffler è fluido e lirico, con la viola che aggiunge profondità e calore. Il pianoforte sostiene la voce in modo delicato, creando un’ambientazione intima e affascinante.

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