
Stagione 2026/2027
Confini mobili
L’Accademia Corale Stefano Tempia inaugura la
Stagione con il Festival Manuel De Falla
Dal 25 al 27 settembre un trittico di concerti attraversa quattro secoli di musica spagnola. La Stagione 2026/2027 prosegue tra musica e letteratura, le città del mondo raccontate dal sassofono e la grande musica corale contemporanea, fino al debutto della nuova Orchestra d’Archi Stefano Tempia
Una stagione che comincia con un festival e che, da lì, mette in movimento confini
geografici, temporali e musicali. È la Stagione 2026/2027 dell’Accademia Corale Stefano
Tempia, che inaugura il nuovo cartellone con il Festival Manuel de Falla, un trittico di
concerti in programma dal 25 al 27 settembre alla Chiesa di San Dalmazzo a Torino.
Quattro secoli di musica spagnola saranno raccontati attraverso tre strumenti e tre diverse
prospettive: la chitarra, il pianoforte e la voce. “Confini mobili. Itinerari tra memorie
lontane, suoni d’oggi e impegno sociale” è il tema scelto per la nuova Stagione: confini
che non dividono, ma diventano luoghi di passaggio e di incontro. La musica diventa così
lo strumento per attraversare epoche, geografie, linguaggi e tradizioni, mettendo in
relazione repertori lontani e sensibilità contemporanee. Il Festival Manuel de Falla
rappresenta il primo e più evidente esempio di questo percorso, con una Spagna
osservata da angolazioni diverse e una programmazione che parte dalle antiche danze
per arrivare alla musica del Novecento.
«Abbiamo scelto di costruire una stagione capace di tenere insieme la ricerca musicale e
la volontà di rendere la musica sempre più accessibile e partecipata – spiega Isabella
Oderda, presidente dell’Accademia Corale Stefano Tempia –. “Confini mobili” racconta
proprio questo: la possibilità di attraversare repertori, culture e linguaggi diversi, ma anche
di creare relazioni nuove con il territorio e con le istituzioni culturali che lo animano. In
questa prospettiva si inserisce anche la collaborazione con il Centro Civico di Formazione
Musicale, progetto della Città di Torino realizzato con il supporto di Fondazione per la
Cultura Torino, che ci permette di rafforzare la dimensione formativa della nostra attività e
di lavorare sulla musica come strumento di inclusione, partecipazione e crescita della
comunità».
IL FESTIVAL MANUEL DE FALLA
Ad aprire il festival, venerdì 25 settembre, sarà Corde di Spagna, recital per chitarra sola
del giovane chitarrista italo-messicano Gianluca Daglio. Il programma attraversa quattro
secoli di musica spagnola, dalle danze raccolte da Gaspar Sanz nel Seicento fino al
Novecento di Manuel de Falla, Isaac Albéniz e Joaquín Turina. La chitarra diventa il filo
conduttore di un percorso nel quale una tradizione fortemente riconoscibile cambia volto
nel corso dei secoli, passando dal carattere ritmico e popolare della musica de
resgueado alla dimensione concertistica, fino alla ricerca del Novecento. Al centro del
programma L’Homenaje di De Falla, composto nel 1920 in memoria di Claude Debussy e
considerato una pietra miliare del repertorio moderno.
Il secondo appuntamento, sabato 26 settembre, è Fuoco e visione, recital pianistico di
DongYang Xing. Il pianoforte diventa lo strumento attraverso cui esplorare la dimensione
più virtuosistica, teatrale e visionaria della tradizione iberica. Il programma mette in
relazione autori e sensibilità differenti: le danze e il colore di Enrique Granados, le sonate di
Domenico Scarlatti come ideale ponte tra Italia e Spagna, il linguaggio essenziale e
sospeso di Frederic Mompou, la Fantasía Bética di De Falla e, in chiusura, Triana di Albéniz,
evocazione musicale del quartiere sivigliano. Protagonista il pluripremiato DonYang Xing,
pianista nato nel 1999 e formatosi tra il Conservatorio di Torino, la Hochschule für Musik
und Tanz di Colonia e le Hochschule für Musik di Detmold.
A chiudere il festival, domenica 27 settembre, sarà la Spagna in musica, con il
mezzosoprano Elisa Barbero e la pianista Chiara Romanelli. Il concerto si concentra sulla
Spagna tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento e sul rapporto tra
musica colta e tradizione popolare. Dai Valses poéticos e dalle Tonadillas en estilo
antiguo di Granados, legati all’immaginario di Goya, alle Siete canciones populares
españolas di De Falla, fino alle Canciones populares españolas di García Lorca, il
percorso attraversa l’eleganza dei salotti, il teatro popolare e la dimensione più
spontanea della musica delle piazze, delle feste e della memoria collettiva. Interpreti
della serata Elisa Barbero, artista dalla solida carriera internazionale maturata nei
principali teatri d’opera italiani ed europei e la musicista Chiara Romanelli, da sempre
impegnata nella valorizzazione del repertorio cameristico e nella riscoperta di pagine rare
del patrimonio pianistico.
«Il Festival Manuel de Falla è il punto di partenza di una stagione nella quale abbiamo
cercato di costruire percorsi capaci di sorprendere il pubblico e, allo stesso tempo, di
mantenere un forte legame con la nostra identità – sottolinea Luigi Cociglio, direttore
artistico e maestro del coro dell’Accademia Corale Stefano Tempia –. Dopo la musica
spagnola, il programma ci porta nel rapporto tra musica e letteratura, nelle grandi città
del mondo attraverso il sassofono e infine nella dimensione corale contemporanea. Sono
percorsi molto diversi, ma accomunati dalla volontà di mettere in relazione repertori,
interpreti e linguaggi e di offrire al pubblico occasioni di ascolto non scontate».
DALLA MUSICA E LETTERATURA ALLE CITTÀ DEL MONDO
Il viaggio della Stefano Tempia prosegue lunedì 19 ottobre al Teatro Juvarra con Ombre e
racconti, che segna il ritorno a Torino dell’arpista Letizia Belmondo, insieme agli ex
studenti del Suzuki Talent Center. L’appuntamento si inserisce nelle celebrazioni per il
50esimo anniversario del Metodo Suzuki in Italia e unisce due storiche realtà musicali
torinesi. Il programma nasce dall’incontro tra musica e letteratura e costruisce una sorta di
teatro dell’immaginazione. Al centro ci sono il Conte fantastique di André Caplet e Usher
di Philippe Hersant, ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe La maschera della morte rossa e
La caduta della casa Usher. Le atmosfere si ampliano con Musica notturna di Lex van
Delden e O canto do cisne negro di Heitor Villa-Lobos, mentre il Libertango di Astor
Piazzolla introduce nel finale un inatteso cambio di prospettiva. La presenza della voce
recitante rende ancora più stretto il rapporto tra parola, racconto e musica.
Lunedì 9 novembre al Teatro Vittoria sarà invece il sassofono a guidare il pubblico
attraverso Metropoli sonore. Il Trio Artema, nella particolare formazione di due sassofoni e
pianoforte, propone un viaggio musicale attraverso alcune grandi città del mondo, intese
non soltanto come luoghi geografici ma come spazi nei quali culture, memorie e
linguaggi si incontrano e si trasformano. Il percorso mette in dialogo jazz e tradizione colta,
Oriente e Occidente: Porgy and Bess Fantasy guarda alla New York del Novecento,
mentre il ciclo Ciudades di Guillermo Lago rielabora ritmi, colori e memorie di città reali.
Le composizioni di Jun Nagao e Masanori Katoh completano un programma nel quale il
sassofono, strumento duttile e profondamente legato alla contemporaneità, diventa il filo
conduttore di un viaggio fra mondi musicali differenti.
IL DEBUTTO DELL’ORCHESTRA D’ARCHI STEFANO TEMPIA
Il 30 novembre al Conservatorio Giuseppe Verdi, Un’ode all’umanità – Verso la luce
conclude il primo percorso della Stagione 2026/2027 con un appuntamento inserito nella
rassegna Mondi, Culture, Musiche, promossa da Sistema Musica Torino. Al centro della
serata la Sunrise Mass di Ola Gjeilo, una delle opere più significative della musica corale
contemporanea. Composta nel 2008, non è una messa liturgica tradizionale, ma un
percorso simbolico costruito su alcuni testi dell’Ordinario, che accompagna l’ascoltatore
dalla contemplazione dell’universo alla ricerca dell’identità e dell’equilibrio umano. Il
cammino della Sunrise Mass sarà introdotto dall’Andante festivo di Jean Sibelius, in un
ideale ponte tra due generazioni della musica nordica.
Accanto al coro dell’Accademia Stefano Tempia partecipa la Società Corale Città di
Cuneo, diretta da Giuseppe Cappotto. Il concerto presenta inoltre la nuova Orchestra
d’Archi Stefano Tempia, formata prevalentemente da giovani professionisti e guidata dal
primo violino Andrea Scapola.
La stagione proseguirà nella seconda parte dell’anno con nuovi progetti e nuovi
interpreti, sviluppando ulteriormente il tema dei “Confini mobili” e il dialogo tra repertori,
linguaggi e generazioni.
INFO
Accademia Corale Stefano Tempia
www.stefanotempia.it – info@stefanotempia.it
Biglietti: https://www.ticket.it/festival/accademia-corale-stefano-tempia-stagione-2026-2027.aspx